Il gioco delle identità immaginarie

In questa proposta, il gioco simbolico si intreccia con l’attività creativa, la fantasia con la realtà, per far sì che un personaggio immaginario diventi gradualmente “reale”. Si tratta di un’azione potente, quasi magica, all’interno dello spazio protetto del “far finta”.

È stata sperimentata per la prima volta all’interno di una manifestazione dedicata alle donne, in uno stand appositamente allestito come un grande camerino teatrale, pieno di vestiti e accessori. Qui un’educatrice e un’attrice hanno accompagnato bambine e bambini attraverso un percorso di invenzione e “costruzione” di un personaggio immaginario. Ma lo stesso gioco si può provare anche in classe o in casa, aprendo tutti i guardaroba e diventando attrici/attori per un giorno.

children looking for masquerade in order to transform an actress in some characters

Per prima cosa, ogni bambino e bambina proverà a immaginare un personaggio: come si chiama? Quanti anni ha? Dove vive? Com’è fatto? Cosa gli piace fare? Tutte queste caratteristiche si possono elencare e descrivere in una speciale “carta di identità”.

Una volta definito in tutti i dettagli, il personaggio immaginario si potrà cominciare a “materializzare” attraverso la trasformazione di una persona precedentemente identificata (un genitore, un insegnante o un altro bambino). Questa persona dovrà seguire rigorosamente le indicazioni della carta di identità e dell’inventore del personaggio.

Che espressione ha? Cosa indossa? Com’è la postura del corpo? Come sono i capelli?

Si possono utilizzare oggetti, accessori, trucchi per il viso e vari materiali per costruire gli accessori necessari in uno spazio dedicato (carte, cartone, stoffe, nastri, colori…).

Personaggio immaginario "La supplente terribile"
personaggio immaginario "Sirena neonata"
personaggio immaginario "Autista ambulanza"

Alla fine della ricostruzione, il personaggio verrà fotografato in diverse pose, per poi stampare lo scatto più rappresentativo ed eventualmente metterlo in mostra con una cornice ispirata al personaggio stesso.

Nel tempo prenderà forma un’interessante galleria di ritratti che esplorano le possibili variazioni di identità, potenzialmente infinite, di una stessa persona attraverso l’immaginazione.

Un ringraziamento speciale all’attrice Cinzia Ferri, alla pedagogista Gina Iacomucci e all’educatrice Valentina Tonucci per questa bellissima esperienza di tanti anni fa.

 

E voi in quante identità vi trasformerete?

Buon divertimento!

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