“Uno grande” è fatto di “tanti piccoli”

In questo periodo in cui la distanza fisica è ancora un tema molto presente, il Cantiere Arcobaleno ci può offrire una metafora significativa: siamo parte di qualcosa di più grande e di una collettività, anche se il nostro contributo è stato costruito lavorando da soli o insieme a un gruppo molto ristretto. Ma che cos’è il Cantiere Arcobaleno? Si tratta nello stesso tempo di un laboratorio e di una festa, senza limiti di età. Starà a noi (organizzatori del cantiere) ottimizzare spazi e materiali in base al numero e alle caratteristiche dei partecipanti, ad esempio predisponendo delle zone in cui il singolo o una coppia può lavorare al suo pezzo. Vi invito quindi a prendere spunti in modo flessibile dalle immagini di questo articolo, considerando che il Cantiere si inseriva all’interno di una manifestazione pubblica pre-Covid di parecchi anni fa.

A ogni partecipante (o piccolo gruppo) viene affidato un pezzo di arcobaleno ancora senza colori: un pezzo molto importante anche se piccolo, perché alla fine del laboratorio sarà fondamentale per costruire un grande arcobaleno intero. Ogni pezzo dovrà essere “colorato” su entrambi i lati. Riguardo la tipologia e il numero dei colori, le possibilità sono infinite. In questo caso ho scelto tre colori da mantenere nello stesso ordine (verde, giallo, rosso). Tra i materiali a disposizione: diversi tipi di carta e superfici colorate, stoffe, nastri, forbici, pennelli e colla vinilica.

children are building pieces of cardboard rainbow

Ecco alcuni suggerimenti per costruire la struttura di base con il cartone. Dopo aver deciso le dimensioni dell’arcobaleno, stendete a terra un foglio di carta abbastanza grande (o più fogli uniti tra loro). Tracciate i due archi con un compasso artigianale, cioé una corda con un’estremità fissata al centro della circonferenza sottesa e una matita nell’altra estremità. Quindi dividete gli archi in un certo numero di parti uguali, tracciando delle linee verticali (l’arcobaleno della foto è suddiviso in 14 parti, quello dell’immagine sottostante in 8 parti). Infine aggiungete sotto gli archi quelle che diventeranno le “gambe” della struttura.
Un’altra soluzione consiste nell’appendere il foglio a una parete e ricalcare una proiezione del disegno della struttura.

the scheme of the structure of a cardboard rainbow

Ora potete tagliare le diverse parti e usarle come cartamodello riportandole su un cartone, dove aggiungerete anche le linee curve per suddividere le aree dei tre (o più) diversi colori dell’arcobaleno. Naturalmente il cartone dovrà essere abbastanza spesso e rigido. Ritagliate di nuovo i pezzi dal cartone e la struttura è pronta!

the scheme of the structure of a cardboard rainbow 2
the scheme of the structure of a cardboard rainbow 2

Alla fine tutti i pezzi dell’arcobaleno verranno uniti (dal responsabile del cantiere) con del nastro adesivo trasparente, lasciando tra un pezzo e l’altro la distanza equivalente allo spessore del cartone. In questo modo la struttura diventa pieghevole e può assumere diverse forme. Inoltre i pezzi si possono sovrapporre uno sull’altro a fisarmonica in modo che, al termine della festa, l’arcobaleno si possa ripiegare occupando pochissimo spazio.

Different shapes you can fold the rainbow

Originariamente questo progetto è stato realizzato in occasione di una Notte dei Bambini in Piazza del Popolo a Pesaro, dove i passanti di tutte le età erano invitati a partecipare al cantiere per il tempo che desideravano. Ma cantieri estemporanei per la costruzione di arcobaleni potrebbero nascere in tanti altri contesti, riunendo il lavoro “a distanza” di persone sconosciute tra loro o appartenenti ai gruppi più variegati. Non mi resta che augurarvi buon lavoro e mandare un ringraziamento speciale a tutte le educatrici del Cantiere Arcobaleno di Pesaro!

Per unire virtualmente tutti gli arcobaleni, siete invitati a inviare le foto del vostro cantiere a info@robertapuccilab.com

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