Conservare frammenti di storie

Questo strano oggetto serve per raccogliere, trasportare e mettere in mostra dei piccoli reperti bidimensionali – pezzetti di carta, stoffa, biglietti, foglie, spartiti musicali, frammenti preziosi, ricordi. Ma anche per raccontare una storia, usando i frammenti come indizi che accompagnano le sequenze del racconto. Per costruire la struttura viene utilizzata su diversi livelli una tecnica di taglio-piega illustrata nelle immagini qui sotto.

A paper archive to collect and show small precious findings
schema del raccoglitore pop-up

Per avere un maggior numero di reperti e rendere la struttura più stabile, si possono unire due “raccoglitori” incollando le pareti verticali tra di loro. Sulle altre due metà (che costituiscono l’appoggio orizzontale) è consigliabile incollare un unico cartoncino con una piegatura centrale, per facilitare la chiusura e l’apertura. Questa struttura si appiattisce completamente come una cartellina, diventando quindi facilmente trasportabile.

Raccoglitore-espositore pop-up
raccoglitore-espositore pop-up mentre si chiude

Si tratta di uno strumento che valorizza le piccole cose, rendendole preziose, e che può stimolare quella ricostruzione teorica di oggetti immaginari di cui parla Bruno Munari in “Codice ovvio”: cosa può nascere da frammenti di residui seguendo un metodo di indagine casuale su forme, materie e strutture?
Ricostruzioni non rigorosamente scientifiche ma liberamente suggerite dallo stesso frammento e completate scrupolosamente dalla fantasia, fino a rendere visibile l’intero oggetto immaginato.


E voi come raccogliete i piccoli reperti che raccontano storie?

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