Esplorazioni tattili per tutte le età

Il tatto ci influenza profondamente, evoca sensazioni antiche e viscerali. È il primo senso a svilupparsi e l’ultimo a lasciarci, una possibilità espressiva e relazionale che resta sempre aperta. Oltre alla vista, è l’unico senso capace di cogliere la forma di un oggetto e il suo orientamento spaziale. Ma mentre la vista coglie immediatamente la forma nella sua totalità, il tatto è un senso analitico che procede nell’esplorazione per fasi successive, in uno svolgimento temporale.
Vi invito a percorrere insieme una breve passeggiata che comincia al Museo Omero, un museo d’arte molto speciale ospitato nelle sale della Mole Vanvitelliana di Ancona.


Le opere esposte in questo museo, unico nel suo genere, sono tutte rigorosamente da toccare: al piano terra modellini architettonici e riproduzioni in gesso di famose sculture della classicità in dimensioni reali, a partire dall’antica Grecia fino al Rinascimento, con uno spazio importante dedicato ai lavori di Michelangelo; al primo piano, sculture originali di arte contemporanea, figurativa e informale, di artisti italiani e internazionali.

Qui non solo l’arte è stata resa accessibile a persone non vedenti, ma ciò costituisce una nuova opportunità di esperienza per tutti coloro che utilizzano normalmente la vista come strumento principale di conoscenza. All’ingresso del museo, il personale invita i visitatori “vedenti” ad attraversare le sale in coppia indossando a turno una mascherina per oscurare la vista ed esplorare le opere con il tatto. Guardare l’opera dopo averla conosciuta con le mani è un’esperienza davvero sorprendente.


La tappa successiva della nostra passeggiata ci porta ad attraversare il bosco tattile, un allestimento plurisensoriale nato da un’idea di Bruno Munari. Si può costruire facilmente: basta appendere al soffitto di una stanza vuota tanti fili di nylon trasparenti e attaccare ai fili dei materiali eterogenei con delle mollette. Tra i possibili materiali: pezzi di stoffa, nastrini, stringhe delle scarpe, pezzi di iuta e di pannolenci, lana, cotone idrofilo, cordoncini, strisce di organza, centrini e pizzi, paglia, ritagli di pelliccia, anelli di legno o metallici, chiavi, lucchetti, chiusure delle cinture, pezzi di corteccia, eccetera.


Un altro noto progetto di Munari legato alla sensorialità è quello dei Prelibri.

Solitamente un libro si considera soprattutto per il suo contenuto concettuale. Tuttavia, come qualsiasi altro oggetto, un libro comunica innanzitutto con la sua fisicità: con il materiale, il colore, il formato, l’odore, la texture, il peso, i segni lasciati dal tempo. Perciò ancora prima di essere letto, esso è un oggetto da scoprire in quanto tale. I Prelibri sono una serie di piccoli libri materici senza parole pensati per bambini in età prescolare, editi da Corraini Edizioni. Ogni Prelibro è fatto di un materiale diverso, ha un diverso tipo di rilegatura e qualche piccola sorpresa all’interno – un filo di lana, un bottone, un buco, un insetto disegnato che sembra vero. Come dice lo stesso Munari,  dovrebbe dare la sensazione che i libri siano effettivamente fatti in questo modo, e che contengano sorprese. La cultura deriva in effetti dalle sorprese, ossia cose prima sconosciute.

prelibri by Bruno Munari

Costruire (e “leggere”) un libro tattile è una esperienza consigliabile per tutte le età, bambini, ragazzi, insegnanti, genitori, adulti curiosi. Le foto qui sotto mostrano alcuni esemplari dichiaratamente ispirati ai Prelibri, realizzati dall’educatrice Simona Piovaticci, durante un workshop. Successivamente, Simona ha riproposto lo stesso laboratorio ai genitori della sua scuola, i quali a loro volta hanno regalato i libri ai bambini. In questo circolo virtuoso, alcuni valori educativi condivisi sono stati sperimentati concretamente attraverso “il fare”: dal pensiero e dalle parole all’azione sulla materia.

Tactile books built by parents for children
Tactile books built by parents for children

Ecco una possibile modalità per proporre un’esperienza tattile a un gruppo di bambini.

“Oggi vi ho portato un libro che si legge con gli occhi chiusi…”

Ci siamo seduti intorno a un tavolo, ho chiuso gli occhi e, con una certa solennità, ho aperto il mio libro speciale, ovvero due pagine di cartone con diversi materiali incollati. Muovendo lentamente le mani per toccare i materiali, ho cominciato a raccontare una storia ispirata dalle sensazioni tattili.
“Sto attraversando un bosco (la carta crespa), l’erba mi punge i piedi nudi perché ho perso le scarpe… Ecco un piccolo lago di ghiaccio (un cd)… Come farò ad attraversarlo?”

Finito il racconto, anche i bambini hanno provato a fare lo stesso.

tactile books for children

Dopodiché, ho invitato i bambini a costruire il proprio libro-tattile. Su un tavolo erano già pronti diversi materiali, eventualmente da tagliare nelle forme volute: stoffe, carte, plastiche, cartoncini, nastri, fili, piccoli oggetti.


Ogni bambino aveva a disposizione due pagine di cartone su cui disporre i materiali e incollarli con pennello e colla vinilica. Alla fine le due pagine sono state unite nel lato esterno con del nastro adesivo (tenendo conto dello spessore dei materiali). Quindi ognuno ha “letto” il suo libro e quello degli altri, inventando storie, evocando immagini.

tactile books for children

Infine vorrei condividere un gioco molto semplice, nato per caso dopo aver raccolto alcuni sassi in una spiaggia. Si gioca così:

  • si dispongono i sassi su un tavolo
  • uno dei giocatori chiude gli occhi e riceve in mano un sasso (scelto da un altro giocatore) che dovrà esplorare attentamente con le mani, tenendo gli occhi chiusi
  • finita l’esplorazione, il sasso viene rimesso al suo posto
  • il giocatore apre gli occhi e cerca di indovinare quale sasso ha toccato, usando solo la vista

Naturalmente più i sassi sono simili, più i dettagli diventano importanti… Con quali altri materiali si potrebbe fare lo stesso gioco? In quanti altri modi si possono allestire i sassi sul tavolo? O magari sul pavimento?

Alcune proprietà dei materiali, come peso, solidità, temperatura, sono percepibili esclusivamente attraverso il tatto. Le infinite qualità della superficie dei materiali, come la levigatezza o la ruvidità, la porosità, la granulosità e tutte le possibili texturizzazioni fisiche, sono percepibili anche dalla vista ma appartengono in modo privilegiato alla percezione tattile.

Affinando la capacità di percepire i dettagli, le sfumature, le piccole differenze, il tatto arricchisce la nostra esperienza del mondo.

Il tatto ha anche una sua memoria, che affonda le radici molto lontano, in un tempo preverbale. A tutti l’augurio di ritrovarla, rinnovarla e mantenerla viva.


Particolare di un’opera di Maria Lai

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