Recipienti sorprendenti

I recipienti mi hanno sempre affascinato. Confine e passaggio tra il dentro e il fuori. Forme che il vuoto può assumere. Contengono e proteggono, si aprono e si chiudono. Chi contiene cosa? Quale relazione tra contenitore e contenuto? Vi invito a una passeggiata tra recipienti molto diversi tra loro, che ho incontrato o che mi sono stati donati da amici.

exposition of kitche containers

Nella routine quotidiana, scegliamo e associamo continuamente contenitori e contenuti… Con quanta consapevolezza? A uno sguardo più attento, gli oggetti di uso comune ci possono svelare dettagli interessanti, forme, colori, superfici. È stato questo il filo conduttore di una specie di caccia al tesoro per bambini sui recipienti usati in cucina, che ho ideato per la biblioteca San Giovanni di Pesaro.

children assembling a cake dish

I bambini, divisi in piccoli gruppi, potevano scegliere di volta in volta una busta colorata contenente una prova da superare: indovinelli, ricostruzioni di oggetti smontati, domande, ricerche di dettagli, che invitavano ad osservare attentamente, a usare il tatto, la fotografia, il disegno. Barattoli, tortiere, portafrutta, alzatine, burriere, insalatiere, portapane… le stesse caratteristiche degli oggetti mi hanno suggerito le prove da proporre ai bambini. E naturalmente, alla fine del gioco, siamo arrivati all’ambito tesoro custodito dalla tortiera!

a child touching a bowl without looking at it
a child drawing a bowl

Anche l’oggetto più comune non è scontato. In quanti modi si può usare e trasformare? Vi presento alcuni esemplari della collezione Emboutillage del designer Antonio Cos, che ha esplorato in modo artigianale le potenzialità di una bottiglia di vetro.

the designer Antonio Cos and some of his creations with glass bottles

Antonio racconta come la prima intuizione risale a quando un giorno Sophie, la sua compagna, gli chiese di spianare la pasta: non avendo un mattarello in casa, ho usato la bottiglia. Mentre spianavo, pensavo a questo spostamento di funzione… L’oggetto esiste già, mi sono divertito ad analizzarlo formalmente. Una bottiglia è composta principalmente da due cilindri di grandezze diverse congiunte da una semisfera. Quindi è la geometria che mi ha guidato nell’esplorazione e nella scomposizione dell’oggetto.

some of the designer Antonio Cos creations with glass bottles

Bisogna essere consapevoli dall’inizio che la nostra idea sarà tradotta concretamente da un processo artificiale (vs naturale), meccanico. Bisogna conoscere i processi e sapere quello che è fattibile e quello che non lo è. E’ un parametro al quale rimango attento, mi piace costruire oggetti che non siano complessi tecnicamente. Non bisogna però essere schiavi della tecnica o lasciarsi prendere dalla facilità che un processo può comportare, ma utilizzarlo sapientemente, in modo che riproduca un concetto di partenza stabilito.

some of the designer Antonio Cos creations with glass bottles

Dalla bottiglie di vetro a quella di plastica, da uno studio di design a un Nido. L’educatrice Valentina Tonucci ha reciclato delle comuni bottigliette di plastica trasformandole in un gioco, o meglio in un “badurlo” (termine che si potrebbe tradurre dal dialetto pesarese con “trastullo”). Valentina spiega che ha scelto proprio questo oggetto perché di uso comune, facilmente recuperabile, trasparente, leggero, piccolo e maneggevole, e come tutti i piccoli oggetti, capace di attivare la curiosità nei bambini; un contenitore al cui interno si possono sperimentare tante combinazioni.

plastic bottled trasformed into toys for children

Senz’acqua le bottigliette possono diventare degli oggetti prevalentemente sonori: agitandole, il contenuto sbatte contro le pareti. Ma il mio interesse era centrato soprattutto sull’interazione dell’acqua con altri elementi. Quindi ho pensato a quali materiali comuni potessero essere messi in relazione con l’acqua (…) Avevo in mente le classiche palle di neve al cui interno si crea un movimento interessante; l’atmosfera e lo stupore che ogni volta, come un rito, riescono a suscitare.

plastic bottled trasformed into toys for children

Dalla sperimentazione di Valentina sono nate molte variazioni. Nella foto qui sopra ne vedete alcune: (a partire da sinistra) foglio di plastica colorata forato; foglie finte, sassolini (in due versioni, di cui una con i sassi incollati sul fondo); sagome di pesciolini di spugna, strisce di plastica; alberello di plastica con anellini che si possono incastrare nei rami; strisce metallizzate azzurre e argento. Comunque il cantiere è ancora aperto… I badurli si prestano, per loro natura, ad avolvere in variazioni diverse, a interagire con stimoli nuovi. Sono dei piccoli mondi racchiusi, dei microcosmi magici.

plastic bottled trasformed into toys for children

Osservare e ascoltare il materiale, mantenere in relazione l’estetica, la forma e la funzione: credo che si trovi qui la chiave per un uso coerente e consapevole dei materiali. In questo, la natura è sempre la nostra prima, grande maestra. Quale migliore conclusione per la nostra passeggiata, di qualche soprendente recipiente naturale?

surprising containerw in nature

A sinistra, i singolari frutti di una crucifera: questi bastoncelli del Billeri primaticcio (Cardamine hirsuta) spuntano sul finire dell’inverno al centro delle corolle candide dei piccoli fiori. Già alla fine di marzo si presentano secchi e giallastri, pronti a reagire alla minima sollecitazione con l’arricciamento repentino delle valve, a cui segue l’esplosione di minuscoli semi. È uno dei casi più comuni di “bolocoria”, ovvero la capacità di disseminazione attiva di alcune piante, che riescono a lanciare i propri semi anche a diversi metri di distanza.
A destra, la foglia arrotolata di un acero campestre: è la traccia dell’attività di una larva di lepidottero tortricide. Questo piccolo bruco ripiega e avvolge, grazie al filo sericeo, le tenere foglie ricavandone un rifugio che assicura protezione e nutrimento. Aprendo con delicatezza le foglie arrotolate, è facile tovare una sopresa: in aprile e maggio un piccolo bruco verde dal capo nero, successivamente una crisalide scura di pochi millimetri, che dalla fine di giugno risulterà fessurata e vuota… la farfalla ha preso il volo!

surprising containerw in nature

Ecco invece le peculiari caratteristiche della Borsa del pastore (Capsella bursa-pastoris), erba appartenente alla famiglia delle crucifere che deriva il suo nome proprio dagli inconfondibili frutti a forma di bisaccia. E’molto comune nei prati, al margine delle strade, nei terreni incolti. I suoi piccoli fiori bianchi compaiono già alla fine dell’inverno e, in aprile, i frutti-cuoricini si aprono liberando numerosi semi.

playing glass bottles

La scoperta di questi bellissimi contenitori naturali è un regalo di Paolo Donati, agronomo di Villa Ghigi di Bologna (www.fondazionevillaghigi.it). Grazie anche a tutte le persone che hanno contribuito a esplorare tanti contenitori così diversi, compreso l’artista Michele Ferri per l’immagine qui sopra e quella di copertina a inizio articolo (www.micheleferri.net). Un ringraziamento speciale a Gina Iacomucci, con cui anni fa è nata l’idea di sviluppare un tema in modo trasversale attraverso diverse discipline, apparentemente lontane. Avevamo, e abbiamo tuttora, la convinzione che solo attraverso il dialogo tra diversi campi del sapere e dell’esperienza possiamo conoscere a fondo la nostra specificità, metterla in relazione, inserirla in una complessità più ampia. Forse non è un caso che la tana di taniche sia nata dopo una visita alla Biennale di Venezia, in cui c’erano bellissime installazioni artistiche realizzate con lo stesso materiale.
La carrellata di “recipienti sorprendenti” potrebbe proseguire ancora… Avete altre esperienze sul tema? Quale prossimo tema vi piacerebbe esplorare?
Condividete le vostre idee su robertapuccilab, via mail o facebook, per continuare a costruire connessioni!

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