Diario naturale (for nature lovers only)

Benvenuto caro amante della natura. Niente di più facile che spiegarti come si fa un diario naturale… dal momento che lo sai già! In altre parole, non ci sono regole: ognuno lo fa a modo suo. Prima di tutto, scegli un quaderno e qualche strumento di cancelleria. Poi esci all’aperto, in giardino, in un cortile, in una terrazza. In alternativa, siediti accanto a un vaso di fiori o davanti a una finestra da cui si vede il cielo, magari un albero.

Mi raccomando, scegli con cura il quaderno e gli strumenti che userai, perché in qualche modo ti influenzeranno. Matita, penna, pennarelli? Gessetti, evidenziatori, matite colorate? Fogli bianchi, colorati, a righe, a scacchi? Ogni texture ci invita in modo diverso, ogni strumento produce una diversa sfumatura espressiva. Naturalmente potrai cambiare gli strumenti di giorno in giorno, facendoti ispirare dallo stato d’animo del momento. E averne pochi non è una scusa: si può cominciare anche solo con un blocco per gli appunti e una matita!

Cosa c’è nelle pagine del diario naturale? Parole, disegni, foglie, petali, macchie, segni. La forma di una nuvola. Il ritornello di una canzone. La traiettoria di un insetto. Un ricordo. Una foto stampata, incollata e ritoccata. Una collezione di ombre ricalcate. Qualsiasi libera associazione di immagini o parole nata in questo breve momento libero dagli impegni quotidiani, a contatto con un pezzetto di natura.

Cerca di dedicare al diario qualche minuto tutti i giorni, senza necessariamente seguire un ordine cronologico delle pagine. Cioè puoi andare avanti e indietro a piacimento, o lasciare una pagina vuota, come ad esempio quando il colore passa dall’altra parte e lascia un segno che non ti piace (forse, dopo un po’ di tempo, avrai voglia di trasformarlo…).

Il diario naturale si scrive in un tempo sospeso, in cui gli occhi e la mente si riposano, senza cercare niente. Le cose arriveranno, piccole o grandi, magari solo una parola o un piccolo segno. Il diario è anche una scusa per legittimarsi a non dover essere produttivi e funzionali, almeno per qualche minuto.

L’uomo si sente isolato nel cosmo, poiché non è più inserito nella natura ed ha perduto la sua “identità inconscia” emotiva con i fenomeni naturali. Questi, a loro volta, hanno perduto a poco a poco le loro implicazioni simboliche. Il tuono non è più la voce di una divinità irata, né il fulmine il suo dardo vendicatore. I fiumi non sono più dimora di spiriti, né gli alberi il principio vitale dell’uomo, né il serpente l’incarnazione della saggezza o l’antro incavato della montagna il ricetto di un grande demonio. Nessuna voce giunge più all’uomo da pietre, piante o animali, né l’uomo si rivolge ad essi sicuro di venire ascoltato. Il suo contatto con la natura è perduto , e con esso è venuta meno quella profonda energia emotiva che questo contatto simbolico sprigionava.
Carl G. Jung, “L’uomo e i suoi simboli”

Il diario naturale è un piccolo gesto di riconciliazione con la natura, e forse con noi stessi. Sul profilo Instagram di robertapuccilab, pubblicherò periodicamente qualche pagina del mio diario e anche voi siete iinvitati a fare altrettanto, se vi fa piacere, indicando l’hashtag #naturaldiaryfornatureloversonly per ritrovarci tutti. Sarà una condivisione silenziosa, senza commenti oltre alle parole del diario, di accoglienza reciproca e gratitudine.

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Buon inizio!

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