Le potenzialità creative del collage

Magazines and collage

Ogni rivista è come un ricco magazzino con tanti scaffali pieni di personaggi, ambienti, oggetti, parole, animali. Avete mai provato a usare delle vecchie riviste come materiale creativo? O a lasciarle a disposizione dei bambini per cercare immagini, scomporle e ricomporle, inventare storie?

La prima fase è quella di “immersione” tra le immagini, soffermandoci ad osservarne anche i dettagli, le forme, i colori, le texture. Ogni scelta equivale ad estrarre un elemento dal “tutto”, a pescare dal mare delle immagini quella che per qualche motivo ha catturato la nostra attenzione.

L’azione del taglio con le forbici rende la nostra selezione un fatto concreto e irreversibile, isolando l’immagine dal suo contesto. È un’azione piuttosto potente, realizzata con uno strumento efficace e affilato. Da quel momento, l’immagine diventa viva, acquista una propria identità e personalità.

Le varie immagini possono interagire tra loro da un punto di vista “visivo”, cioè trovando posto in una composizione attraverso associazioni visive, bilanciamenti e richiami di forme e colori, accostamenti estetici. Un’altra possibile connessione è quella narrativa: cosa si direbbero le immagini? Oppure, come spesso avviene, queste due modalità vanno di pari passo, intessendo storie tra parole e immagini: e se un topo enorme incontrasse un gatto minuscolo? O se un pesce nuotasse tra gli alberi di una foresta?

Da un’immagine che percepiamo particolarmente significativa può scaturire un’intera storia. Durante un’attività con un gruppo di cinque anni, ricordo un bambino molto timido e delicato che ritagliò l’immagine molto grande di un canguro in posizione eretta, con un atteggiamento da combattente intrepido, quasi spavaldo e minaccioso. Un’altra bambina che appariva sempre vivace, allegra e molto loquace, scelse invece la foto di un’adolescente un po’ triste e imbronciata, con un’aria tra la rassegnazione e la sfida oppositiva. Mi chiesi tra me se questi bambini avessero un dialogo interno con i loro personaggi. Li invitai a inventare una storia e, in effetti, i due protagonisti sembravano interpretare un ruolo opposto a come i bambini apparivano nella quotidianità. Credo che entrambi abbiano vissuto un processo personale molto significativo, sia dal punto di vista creativo che emozionale.

La tecnica del collage offre infinite possibilità creative, che possiamo declinare in base al nostro contesto specifico e ai nostri obiettivi. Spesso, nelle composizioni a collage, i contesti usuali e le proporzioni realistiche delle cose vengono completamente cambiati, trasformati, ribaltati, dando vita a mondi immaginari paralleli.

Una possibilità che amo molto è l’esplorazione di un certo tema o soggetto attraverso le sue variazioni. Negli esempi qui sopra il tema è l’albero di Natale, mentre in quelli sottostanti la protagonista è la mia inseparabile amica Esther (che trovate sul canale YouTube di Robertapuccilab). In genere ha un look piuttosto minimale, ma ho voluto provare a farla divertire un po’ usando texture, accessori e stoffe ritagliate da riviste di moda.

Anche un piccolo dettaglio possiede il proprio potenziale creativo. Posizionatelo su un foglio bianco: cosa vi fa venire in mente, di quale forma potrebbe diventare parte? Quale segno lo potrebbe completare? Provate a disegnarlo…

Un altro esercizio visivo interessante consiste nell’osservare un’immagine solo dal punto di vista delle forme e dei colori, a prescindere da quello che rappresenta; quindi si seleziona una parte per trasformarla in qualcos’altro. Per esempio nei collage qui sotto, ho ritagliato due parti dalla stessa immagine in modo che sembrassero due volti di profilo, uno di fronte all’altro. Naturalmente, in questo modo, dalla stessa immagine di partenza possono nascere forme e significati diversi, a seconda dell’interpretazione dell’osservatore.

Le uniche parti aggiunte sono i dettagli del viso (occhi, bocca, sopracciglia), ritagliati dalla stessa immagine di partenza e incollati. Ne sono usciti fuori dei personaggi imprevedibili, che non avrei mai potuto immaginare senza partire da un materiale già caratterizzato. Ho intitolato questa serie di collage “Faccia a faccia”, come invito a immaginare il possibile dialogo tra i due.

Come per ogni altra tecnica o materiale, credo che l’esplorazione delle potenzialità del collage – in un primo momento libera e fine a se stessa – possa diventare con l’esperienza uno strumento sempre più focalizzato per esprimere la propria unicità, attraverso il proprio stile espressivo. Siete i benvenuti a condividere le vostre ricerche per arricchire questo inventario… Buona creatività!

#grammaticadeimateriali

La scatola inventa-storie

Piccolo riccio e l'arcobaleno

Da dove si comincia per inventare una storia? I punti di partenza sono potenzialmente infiniti. Questa scatola è una delle tante possibilità. Contiene i personaggi di alcuni albi illustrati e può essere lasciata a disposizione dei bambini accanto ai materiali per scrivere e disegnare.

Come si prepara? Prima di tutto, scegliete un albo illustrato in cui il protagonista compare in molte illustrazioni, con diverse espressioni del volto e diverse posizioni del corpo. Fotocopiate le illustrazioni e ritagliate le sagome dei personaggi per isolarle dallo sfondo. Quindi inserite le figure ritagliate in una bella scatola.

personaggi estratti da libri illustrati

Prima di mostrarla ai bambini, cercate di creare un’atmosfera di mistero e curiosità. “Cosa ci sarà qui dentro?” Una volta svelato il personaggio, interroghiamoci insieme ai bambini sulla sua identità.

“Chi sarà? Come si chiama, dove vive? Cosa gli piacerà fare?” Invitate i bambini a prendere spunto dalle varie espressioni e posture delle figure ritagliate per immaginare cosa potrebbe essere successo: “Perché è diventato triste? Dove sta correndo o chi lo sta inseguendo? Cosa cerca? Chi l’ha fatta arrabbiare?” Una volta che l’identità e la storia del personaggio sono state abbastanza definite, si può approfondire il contesto emerso dai racconti dei bambini attraverso altri libri, per aggiungere stimoli e dettagli. Per esempio, se il personaggio vive nell’oceano, perché non sfogliare un libro sugli ambienti marini o cercare delle immagini suggestive sul web?

Gradualmente, comincerà a prendere forma una storia che i bambini potranno disegnare, incollando nei punti giusti i personaggi ritagliati. Tra i materiali lasciati a disposizione: matite, colla stick, pennarelli, materiali di recupero da incollare (carte, stoffe, piccoli oggetti). Nel caso di lavoro a piccolo gruppo, i bambini si possono suddividere il disegno delle varie sequenze della storia, che infine verranno appesi o rilegati in un piccolo libro (con tanto di copertina, titolo e nome degli autori). Dopo una prima esperienza introdotta e accompagnata dall’adulto, la scatola può essere lasciata a disposizione per un uso più libero tra gli altri materiali, magari cambiando periodicamente il personaggio, per rinnovare la sorpresa.

Un giorno Lupodrillo decide di andare a fare un bagno al lago. Ma mentre si tuffa, esce fuori dall’acqua un coccodrillo che lo morsica in fronte.

Lupodrillo lotta con i lupi

Lupodrillo chiama i suoi amici lupi per aiutarlo. I lupi arrivano e lottano contro i coccodrilli. Alla fine della lotta tutti i lupi e i coccodrilli sono pieni di morsi e cadono per terra per la stanchezza, così nessuno vince.”

una storia inventata dai bambini

Mentre i lupi e i coccodrilli stanno lottando, Lupodrillo è riuscito a scappare fino a casa della nonna. La nonna ha preparato per lui una piscina gonfiabile, ma Lupodrillo ora ha un po’ paura di tuffarsi perché gli torna in mente il coccodrillo. Alla fine si tuffa.

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Grazie a Nadhir, Giuseppe e Riccardo, autori della storia di Lupodrillo e agli autori dei personaggi, Ophélie Texier per Lupodrillo e Vincent Bourgeau per il diavoletto del libro “La boite à Jules”.

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Siete i benvenuti a inviare le storie nate dalla scatola dei personaggi a info@robertapuccilab.com

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