Il ciclo dell’acqua raccontato da Hillel, 5 anni

Di Nona Orbach – Traduzione di Roberta Pucci

 

Tutti i bambini attraversano le stesse fasi dello sviluppo del linguaggio grafico, dai primi segni lasciati accidentalmente, agli scarabocchi intenzionali, al disegno. Nel suo libro “Creatività e sviluppo mentale”, Viktor Lowenfeld presenta un quadro approfondito di questo sviluppo in tutte le sue fasi.

Egli ha individuato una serie di forme, agglomerati e composizioni che aumentano in complessità via via che il bambino cresce. Si tratta di un processo non lineare, costellato di lente transizioni e periodi in cui si sovrappongono diversi stadi, senza che ciò rappresenti una regressione.

I suoi schemi possono offrire un’ancora e rassicurare educatori e insegnanti in un’epoca come questa, caratterizzata da spirito competitivo e inutili valutazioni.

Nel corso della mia professione di insegnante e, soprattutto, di arte terapeuta, ho potuto osservare come ogni persona esprima una propria personale variazione dello sviluppo universale. A volte, alcuni stadi possono essere correlati a uno specifico contesto emozionale. Inoltre, si sovrappongono anche delle differenze culturali. I bambini giapponesi, per esempio, possiedono delle eccezionali capacità di motricità fine: forse derivano dall’uso delle bacchette fin dalla più tenera età?  

Un altro esempio: ho notato che in Marocco i ragazzi e le ragazze cominciano prima ad utilizzare decorazioni e motivi ornamentali rispetto ai loro coetanei in Israele, Europa o Stati Uniti. Forse si tratta di un’influenza della ricca cultura visiva di provenienza.

 

All’inizio c’è il sole che scalda l’acqua

Poi il vapore va su

E arrivano le nuvole
E le gocce di pioggia cadono dal cielo

I disegni qui sopra sono caratteristici della fase pre-schematica dello sviluppo grafico secondo Lowenfeld. Ciò significa che i segni e le forme perderebbero il loro significato estrapolati dal contesto del disegno: al di fuori della composizione, non potremmo capire che si tratta di un’onda, di una nuvola o della pioggia.

Hillel, il bambino autore dei disegni, gioca raramente con i giocattoli, ad eccezione dei Lego e delle macchinine. Preferisce oggetti e strumenti “veri”, come cacciaviti e martello, oppure tagliare l’insalata, passare l’aspirapolvere e fare altri lavori domestici, seguendo l’esempio dei genitori. Hillel è interessato soprattutto a come funzionano le cose e spesso interroga gli adulti sui fenomeni naturali.

È lo stupore dell’essere umano a mettere in moto la sua ricerca, come possiamo ammirare nei disegni di questo bambino, che attraverso delle semplici linee cerca di spiegare i complessi fenomeni della natura.

 

Questo post fa parte del progetto Grammar of drawing – un viaggio per esplorare il linguaggio espressivo del disegno, a cura di Suzanne Axelsson, Nona Orbach e Roberta Pucci.

L’articolo è stato tradotto in 5 lingue:

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