Tutto a rotoli!

Mi raccomando, non buttare via il rotolo quando finisce la carta igienica…

È incredibile in quanti modi si può trasformare!

Per cominciare, prova a osservarlo da diversi punti di vista, senza preoccuparti di dover realizzare un prodotto. Cosa ti invita a fare il rotolo, come “vorrebbe” essere trasformato? Si può partire in qualsiasi modo, per esempio da un taglio, per poi vedere cosa succede e dove il processo ci porterà.

 

La semplice azione di tagliare apre infinite possibilità, per esempio variando il numero, la direzione, la larghezza o la lunghezza dei tagli, e naturalmente combinando queste variazioni.

Cosa succede se poi pieghiamo le parti tagliate? Di nuovo le trasformazioni possibili si moltiplicano.


Vi consiglio di provare diversi approcci, sia geometrico-matematico (come nell’immagine in basso a sinistra) che del tutto casuale, o meglio, vi suggerisco di combinare le due cose, esplorando in modo sistematico le scoperte fatte per caso.

La doppia piega “a onda” nell’immagine qui sotto a destra, per esempio, è stata ispirata da un taglio casuale e poi sperimentata intenzionalmente in molte varianti (con altri rotoli).

È anche molto interessante esplorare i suoni e i movimenti prodotti dalle trasformazioni.

Si tratta di un’indagine non-cognitiva, condotta dalle mani e dalle caratteristiche del materiale: come mostra il video qui sotto, sono le mani che “pensano”…


Cosa succede se il rotolo incontra un altro materiale?

Quali dialoghi possibili?


Più rotoli (interi o sezionati) possono essere combinati tra loro in diversi modi per creare strutture più complesse.


Possiamo anche dividere il rotolo in piccole parti e utilizzarle per creare delle composizioni o texture.


Qual è la differenza tra esplorare la grammatica di un rotolo o usarlo per fare un lavoretto?

Il lavoretto racchiude fin dall’inizio un certo risultato e un percorso prestabilito per raggiungerlo – con una promessa di bellezza che invece spesso si rivela un’estetica semplicistica e stereotipata. Che gusto c’è se sappiamo già qual è il punto di arrivo? Qui il processo non fa parte del gioco.


Esplorando la grammatica del materiale, invece, c’è spazio per la scoperta e per l’imprevisto, per infiniti percorsi tra i limiti e le potenzialità del materiale. E la bellezza dell’azione non è perduta!

Buone esplorazioni!


Per ricevere aggiornamenti sulle nuove esplorazioni con altri materiali iscriviti alla newsletter!

Let’s keep in touch! Subscribe to Robertapuccilab newsletter!
Let’s keep in touch! Subscribe to Robertapuccilab newsletter!