Conversando con un sasso

Da lontano, tutti sembrano uguali… ma a guardarli da vicino, ogni sasso è unico, ha una sua storia, è stato modellato dal tempo, dall’acqua, dal vento. Sembra così immutabile, monolitico, immobile, indivisibile. Forse ha migliaia di anni, era parte di una montagna, o magari ha viaggiato attraverso il mare.

choosing a stone

La poetessa Wisława Szymborska ha dedicato una bellissima poesia all’incontro con una pietra. Comincia così:

Busso alla porta della pietra
– Sono io, fammi entrare.
Voglio venirti dentro,
dare un’occhiata,
respirarti come l’aria.

– Vattene – dice la pietra.
Sono ermeticamente chiusa.

A broken stone

La voce in prima persona continua a chiedere molte volte, senza scoraggiarsi…
Busso alla porta della pietra
– Sono io, fammi entrare.
Non cerco in te un rifugio per l’eternità.
Non sono infelice.
Non sono senza casa.
Il mio mondo è degno di ritorno.
Entrerò e uscirò a mani vuote.

Ma la risposta della pietra non cambia, anche se il dialogo è tutt’altro che monotono, ricco di immagini e metafore suggestive, che non voglio svelarvi qui. Piuttosto, vi invito a leggere per intero questa “Conversazione con una pietra”, in un momento tranquillo, al vostro ritmo.
Fin dalle prime righe, la distanza incolmabile tra l’essere umano e la pietra è subito evidente, e può aprire molte domande. Come affrontiamo questa distanza? Possiamo accettare di non capire qualcosa che è troppo diverso da noi? Siamo in grado di accogliere, per quello che è, questo limite implicito che dipende dalla natura di entrambe le parti? Qual è la nostra reazione quando il messaggio (di un materiale o di un’altra persona) è “Tu non puoi entrare qui”?

Ora, immaginiamo che, in un contesto educativo, un bambino manifesti il desiderio di colorare dei sassi. Cosa proporreste? Naturalmente non esiste una soluzione giusta in assoluto, ma credo che se ci poniamo in un atteggiamento di “ascolto” nei confronti del materiale, saremo in grado di fare una scelta coerente e in sintonia con la sua natura. Probabilmente non sarà una pittura acrilica, così artificiale, coprente e cromaticamente intensa, nè il tratto lineare di un pennarello…

…forse potremmo immergere il sasso in acqua con un po’ di inchiostro colorato. Ogni sasso assorbirà il colore a modo suo, a seconda della consistenza e del colore di partenza. Alcuni cambieranno vistosamente, altri in modo quasi impercettibile, altri ancora si tingeranno di sfumature disomogenee. Non ho niente contro i sassi-coccinella, sassi-faccia e simili, ma (consapevole di assumere una posizione piuttosto impopolare) credo che questo genere di intervento sia incompatibile con il tentativo di conoscere e approcciare in modo autentico il sasso (o la coccinella).

Personalmente, non amo usare alcun tipo di colla su pietre e sassi, dal momento che non mi sembrano connessi in alcun modo, ma preferisco giocare con il peso, la gravità, l’equilibrio, la composizione. Per lo stesso motivo, in contesti educativi e laboratori, preferisco associare i sassi con altri materiali come carta, fili, stoffa, senza l’uso di colla e colori. Ecco un esempio di allestimento di un laboratorio dedicato a sassi e carta, che risale a molti anni fa.

Adulti e bambini di tutte le età potevano entrare liberamente. A tutti veniva consegnata una bustina. L’invito era quello di osservare con attenzione i materiali in esposizione, sceglierne alcuni e metterli nella busta.

Quindi, trovato un posto in cui sedersi e un tavolo in cui rovesciare la propria “spesa”, può cominciare l’esplorazione: come si possono incontrare i sassi e le carte così accuratamente scelti? L’obiettivo non è quello di realizzare un prodotto, anche se spesso, nel corso della ricerca, un prodotto prende comunque forma e diventa la risposta.

Sculptures with paper and stones

Due grammatiche molto diverse, quella del sasso e quella della carta, si confrontano, cercano strategie. Prima che il processo creativo abbia luogo, entrambe le potenzialità erano già presenti ma inattive, mentre mano a mano che si trasforma, il materiale manifesta la sua natura e le sue possibilità.

Vi piacerebbe provare? Potete usare qualsiasi tipo di carta, anche di recupero, carta del pane, carta da forno, asciugatutto, riviste, quaderni, sassi di qualsiasi forma e dimensione.
Buon divertimento e a presto con un altro capitolo della grammatica dei materiali!

#grammaticadeimateriali

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