Come si gioca con le strisce di carta?

Vorrei presentarvi un materiale di recupero, facilmente reperibile nelle tipografie, che uso spesso nella mia ricerca creativa: le strisce di carta. Come la ricerca artistica dell’adulto può costituire un valido supporto in un contesto educativo? Come può diventare un catalizzatore dei personali processi dei bambini anziché un modello da ripetere in modo più o meno simile? Come presentare il materiale, quali esempi mostrare?

Ho proposto questo materiale a piccoli gruppi di bambini di 4 e 5 anni. I bambini potevano usare liberamente una grande quantità di strisce di varie dimensioni e una spillatrice. Prima di proseguire nella lettura, come vi immaginate possa essersi svolta questa attività?

I bambini non mi conoscevano. Una mattina mi sono presentata in sezione, con la complicità dell’insegnante, come un’esperta di trasformazione dei materiali e ho mostrato come una striscia di carta, grazie alla spillatrice, può diventare per esempio… un cerchio (“Un sole!” “Un cappello!” Una ruota!”), un quadrato (“Una casa!”, “Una scatola aperta!”), e così via. A loro volta, il cerchio e il quadrato continuano a trasformarsi attraverso delle piegature in un cuore, un fiore, una stella, un fiocco, una farfalla…

Quindi ho salutato i bambini con la promessa che sarei tornata per continuare con loro il gioco delle trasformazioni. E così è stato, portando i bambini in atelier a piccoli gruppi di quattro. All’inizio, molti mi chiedevano come realizzare una certa forma che si ricordavano dal primo incontro (la farfalla, il cuore, eccetera). Ma, purtroppo, la mia memoria “era così labile”… Mi spiace, non ricordo bene… prova da solo. Una volta avviato un processo autonomo, spesso questo procedeva per la sua strada imprevista e la prima forma che il bambino mi aveva chiesto era presto dimenticata.

Ho cercato di fare sentire i bambini a loro agio, liberi di sperimentare senza dover necessariamente produrre qualcosa di “riconoscibile”, tollerando dei momenti più o meno lunghi dove sembrava non succedere nulla. Nonostante fosse molto “limitata” dal punto di vista dei materiali a disposizione (o forse proprio per questo?), la proposta ha originato percorsi e prodotti molto diversi, che hanno valorizzato l’unicità di ognuno. Se il contesto glielo permette, infatti, il bambino esprimerà se stesso così com’e’ in quel momento, con i suoi bisogni, i suoi desideri, le sue capacità, le sue modalità relazionali.

Spesso sono nati spontaneamente dei lavori di una certa complessità, come quelli delle immagini qui sopra. Tuttavia, non sempre esiste un risultato finale che rappresenti in sé il valore dell’esperienza. A volte può prevalere l’esplorazione sensoriale del materiale, attraverso il corpo e il movimento, o un altro tipo di processo senza particolare interesse per la definizione di una forma o un oggetto specifico.

Ecco un esempio. Alessandro si è concentrato tutto il tempo sulla stessa sequenza di azioni: avvolgere completamente una striscia su se stessa, arrotolandola, e poi riaprirla.

children's works with stripes of paper

Ogni volta lo stesso procedimento originava una forma simile ma leggermente diversa, più o meno prevedibile. A un certo punto, Alessandro ha utilizzato questa sequenza per inventare un gioco, che funzionava così: arrotolare la striscia comprimendola il più possibile, tenerla stretta in pugno, avvicinarsi con disinvoltura a un bambino e aprire improvvisamente il pugno liberando la striscia con “effetto molla” a sorpresa (per spaventare il bambino). Quindi l’indagine sulla spirale, forma molto dinamica, è diventata una ricerca sul movimento che questa forma produce. Inoltre, il passaggio chiuso-aperto/compresso-espanso ha delle significative implicazioni dal punto di vista simbolico.
In questo processo è evidente anche l’importanza della ripetizione, che permette di sperimentare, di consolidare degli apprendimenti, di rassicurare dal punto di vista emotivo, di scoprire piccole variazioni (dalle quali poi si possono aprire nuovi percorsi).

Ora vorrei riportare l’attenzione sullo specifico del materiale. Perché è molto importante conoscere “la grammatica” dei materiali e averli sperimentati in prima persona prima di proporli ai bambini? Non per mostrare degli esempi o dei modelli, ma per fare le scelte migliori che possano favorire i processi dei bambini: come allestire il contesto? Come presentare l’attività? Quali rilanci proporre? Come affrontare le criticità che emergono?

Per esempio, l’utilizzo di un materiale seriale come le strisce di carta, spesso stimola una produzione sovrabbondante che presto satura lo spazio di lavoro disponibile.

Se conosciamo il materiale, questo aspetto non ci coglierà di sorpresa e saremo pronti a suggerire alcune strategie di contenimento, come l’unione di più elementi, un filo conduttore narrativo, l’utilizzo di un elemento come modulo per costruire strutture più complesse. Così, una fase iniziale caotica e dispersiva potrà evolvere in modo organico.

laboratori creativo con materiali non strutturati: le strisce di carta

Dovremmo cercare di avere fiducia sia nel materiale che nei bambini. Anche le cose apparentemente più semplici o banali ai nostri occhi, sono in una connessione significativa con l’identità e l’interiorità del bambino, forse espressione di un suo bisogno. Come ci ricorda l’artista e arte terapeuta Nona Orbach, se un educatore riesce a vedere le qualità fondamentali dei singoli bambini, sarà in grado di relazionarsi con loro in modo autentico e farà sì che ognuno si senta riconosciuto per quello che è veramente. Se un bambino riceve questo tipo di nutrimento, crescendo diventerà una persona più felice, cooperativa ed empatica.

Quando i bambini vengono riconosciuti, accettati, ed hanno un posto sicuro dove potersi esprimere, saranno anche meno aggressivi nei confronti degli altri, avranno migliori abilità sociali, tenderanno a giocare ed a restare impegnati nelle loro attività per periodi di tempo più lunghi. Essere riconosciuti dagli altri in modo autentico è un profondo bisogno della natura umana; ci rassicura sul fatto di essere amati e accettati così come siamo.

#grammaticadeimateriali

Per conoscere la mia ricerca sulle strisce di carta segui il canale Youtube robertapuccilab.